Beh diciamo che questo diverso comportamento nella mia idea viene da due visioni diverse ispirata dalla dottrina di Mirmidia (naturalmente influenzata dalla società). La visione Estaliana è legata alla guerra vincente, ma per esserlo deve favorire i migliori combattenti sul campo, astuti strateghi ma cmq combattenti, quella Tileana invece punta tutto sulla vittoria chi vince è il migliore.
Si, d'accordo, ma guarda che la tecnica di combattimento non è mica così rigidamente regolamentata in Myrmidia... Non è Ulric!
Non vedo null'altro che due diversi approcci tattico-militari, e nemmeno tanto diversi poi.
Ribadisco che mi sembra molto tirata, come idea.
Piuttosto vedrei in Estalia l'assoluto divieto di praticare alcuni culti più o meno leciti altrove, come il culto Arabico di Ozmoed. E qui potrebbero lavorare bene Inquisitori nominati dalla società civile con l'appoggio di un aparte del Clero.
Nota molto OT: Il concetto di "culto proibito" è sociologico. E' una evoluzione del pensiero di Durkhaim che individua la religione come veicolo di coesione sociale (le singole persone diventano comunità quando si riconoscono attorno a una religione - o un sistema religioso) e tutte le religioni escluse sono per la comunità un pericolo proprio perché minano profondamente la coesione comunitaria. Questa, per esempio, era la distinzione tra
religio lecita e
religio empia al tempo di Roma, altrimenti nessuno può capire il perché della messa a morte dei cittadini romani che si dichiaravano cristiani (ma non solo) solo per il fatto di essere cristiani. Per Dukheim tutto ciò che infrange i tabù sacri è passabile di morte perché minaccia direttamente la stessa comunità alle sue radici.
Con il passaggio delle aggregazioni sociali da "comunità" a "società" questa minaccia scompare ed in campo religioso si instaura una tolleranza prima impensabile.