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Campagna - Memorie di un Delegato Elfico

Il Sentiero dei Dannati - Torri di Altdorf

Ho appena deciso di scrivere degli appunti, una sorta di diario di viaggio della mia missione. In questo momento mi trovo al “Gallo Impettito”, una locanda tutto sommato decente (ne ho viste di peggiori: gli umani solitamente non curano i loro averi con la necessaria attenzione), a metà strada tra Krugenheim e Wurtbad. Il fiume che gli umani chiamano Stir scorre dall’altra parte della strada (polverosa fino a ieri, mentre l’uggiosità di oggi infanga scarpe, abiti e umori), che domani dovrò riprendere...

Autore: Massimo Renaldini

Campagna: Il Sentiero dei Dannati

Campagna Ufficiale:

Ultimo Aggiornamento: 6 Novembre 2008

 

Memorie di un delegato elfico


Luna dei Germogli, 11 – Strada per Wurtbad

Ho appena deciso di scrivere degli appunti, una sorta di diario di viaggio della mia missione. In questo momento mi trovo al “Gallo Impettito”, una locanda tutto sommato decente (ne ho viste di peggiori: gli umani solitamente non curano i loro averi con la necessaria attenzione), a metà strada tra Krugenheim e Wurtbad. Il fiume che gli umani chiamano Stir scorre dall’altra parte della strada (polverosa fino a ieri, mentre l’uggiosità di oggi infanga scarpe, abiti e umori), che domani dovrò riprendere per proseguire verso nord.
In cerca di cosa? Il mio incarico è quanto di più vago possa esistere al mondo (a parte l’affidabilità dei nani): quando, ormai otto giorni fa, l’Anziano Tengwail mi ha assegnato la carica di delegato, non ho capito se si trattava di un onore oppure di una punizione, e questo dubbio mi è rimasto. Ma non ci perderò il sonno: in fin dei conti lasciare Lantanos (che gli uomini chiamano foresta di Reikwald) mi ha sempre allettato, ma non pensavo certo da solo, e con l’amaro incarico di cercare vie commerciali e nuovi contatti con le altre razze!
Giusto in questo momento sono entrati nella locanda due nani. Si sono appena seduti al mio tavolo (uno dei due credo sia una femmina). Gente rozza. E che puzza come il Grande Fiume dopo aver attraversato Altdorf…
Mangerò anche io qualcosa e poi andrò a dormire: meglio mettere via le mie carte prima che vengano imbrattate, dal fango o dagli schizzi di unto che emettono i nani e gli altri loro zotici compagni.

Sono partito solo da otto giorni, ma mi sembra che nelle taverne dell’Impero si sentano sempre i soliti discorsi: storie di banditi (umani, ovviamente), incursioni di pelleverde o di altre creature maligne (che quasi nessuno combatte), sterili lamentele (sulle tasse o sui loro governanti) o pettegolezzi insulsi su principi e contesse. Oggi qui parlano tutti di un certo Heinz Gerber, un “noto” capo-fuorilegge arrestato due giorni fa, e che domani dovrebbero processare (o forse devono eseguirne la condanna: la giustizia umana è spesso confusa e iniqua, e la distinzione tra processo e sentenza a volte è labile come una foglia di faggio in una ventosa giornata autunnale).
Ligio al dovere, ho provato a instaurare un rapporto amichevole con i due nani, e tutto sommato si sono dimostrati meno ostili delle mie previsioni: sono due combattenti (la femmina è una mercenaria, l’altro uno “spezza-scudi”: una sorta di società di militari, che credo in qualche modo simile ai nostri guerrieri del Fraterno Legame). Tra gli altri avventori, un vecchietto con una insolita parlantina, due commercianti di formaggio (puzzano persino più dei nani!) e un giovane uomo alquanto bizzarro e vagamente inquietante, che ogni tanto si ferma a fissare misteriosamente il nulla o a contemplare meravigliato oggetti insignificanti.

Al mio tavolo si fanno discorsi strani: pare che il capo dei banditi sia tenuto in catene proprio qui, sul retro della taverna, e che si dichiari innocente. Dice di essere un contadino e chiede di rintracciare sua moglie. Sono curioso: esco e provo a vedere se è possibile fare due parole con lui.

L’uomo è imprigionato in una buca del terreno, chiusa da una spessa grata metallica provvista di un robusto chiavistello. Dice di chiamarsi Handler Hammerik e implora di avvertire sua moglie Heidi, che abita a Gerstdorf (un paese qui vicino, mi dicono) nella stessa strada della locanda “Il vitello verde”. Che la donna sia un suo complice, e possa aiutarlo a fuggire? Oppure si tratta veramente di un errore, uno scambio di persona?...
Comunque non dovrebbero essere affari miei, anche se devo ammettere che la questione mi intriga. E chissà, magari l’uomo è davvero innocente e salvandolo potrei mettermi in buona luce agli occhi degli umani di questa zona, guadagnando un’utile e favorevole reputazione (come nella favola della piccola lucertola e del drago).
In ogni caso, ci penserò domani (ho appena saputo che non ci sono camere libere né brande della sala comune, e quindi dovrò dormire su questa scomoda panca, in mezzo a questi sgradevoli fumi di tabacco e odori di cibi umani).


Luna dei Germogli, 12
Alla fine mi sono imbarcato su un battello che ridiscende la corrente dello Stir, per raggiungere Gerstdorf (il paese dove dovrebbe abitare la moglie del prigioniero). Insieme a me, una strana compagnia: i due nani, e il giovane uomo che si perde a fissare gli oggetti (in apparenza, ora che lo guardo meglio, sembra solo un povero ragazzo con qualche grave problema, dovuto forse a qualche trauma nella sua infanzia). Immagino che Tingil e Oregur, se fossero qui, mi chiederebbero perché sto facendo tutto questo (prendere il battello e aiutare quell’uomo, anziché recarmi verso nord). La verità è che non lo so neppure io. Forse sono solo curioso di capire dove conduce questa vicenda. Oppure lo sguardo e le parole di quell’uomo mi hanno quasi convinto: sì, in fondo credo che sia davvero innocente. Ma non sono uno sprovveduto, e so che devo tenere in considerazione anche l’ipotesi che stia solo cercando di contattare la sua banda.
Oggi non piove, e il battello scivola rapido in favore di corrente.

L’uomo era veramente innocente. Abbiamo trovato sua moglie, e l’abbiamo condotta da lui. A metà del pomeriggio sono giunti sei guardiastrada, il loro capitano (tale Leonard Kurtz) e un cacciatore di taglie (Lars, se ho colto correttamente il suo nome). Il “processo” è durato ben poco: il tempo della deposizione della donna e di un altro conoscente del prigioniero. A quel punto il capitano si è voltato e ha schiaffeggiato il cacciatore di taglie, minacciandolo di ucciderlo al posto dell’imputato se gli avesse fatto perdere tempo un’altra volta (mi sono defilato tra la folla, cercando di evitare di farmi un nemico: immagino infatti che l’altro non l’abbia presa molto bene).
In definitiva tutto si è concluso per il meglio, e sono soddisfatto di aver “perso” la mia giornata in questo modo, anche senza aver guadagnato la notorietà che avevo sperato.

Stasera ho conosciuto un altro curioso individuo (la società umana mi pare ridondante di cariche assurde e di persone assai stravaganti): vestito come un possente guerriero, aveva però degli strani “sigilli” (non saprei come altro definirli) fissati con grosse chiazze di cera-lacca. Mi ha detto di essere un cacciatore di streghe, e solo allora ho notato che deve trattarsi di una professione assai temuta, dato che l’uomo era al tavolo da solo, nonostante la locanda fosse piuttosto affollata. Più tardi ho persino giocato a “freccette” (un gioco simile al nostro Curcuar) con i due nani: dopo un’iniziale incertezza, dovuta all’insolito peso dei piccoli dardi, ho vinto loro una birra (credo che gli umani abbiano un detto in questi casi: loro lo definiscono come “rubare le caramelle ad un bambino”).
Domattina riprenderò il mio viaggio verso nord. E’ un peccato non poter prendere il battello, ma sarebbe a sfavore di corrente (e quindi abbastanza lento), e comunque il fiume costeggia la strada solamente per poche leghe.

Mi sono appena accordato con i due nani e con l’uomo stralunato: anche loro devono proseguire verso nord, così viaggeremo insieme (pare sia molto più sicuro viaggiare in compagnia, piuttosto che da soli). Abbiamo chiesto all’oste di prepararci delle vettovaglie, perché non ci sono locande tra noi e Wurtbad.
Ho una vaga sensazione sinistra, come un presagio oscuro su questo viaggio.


Luna dei Germogli, 13
Il primo giorno di viaggio in compagnia è stato tranquillo, ma io sono inquieto: ho visto e sentito strani movimenti tra gli alberi alla nostra destra, ma non sono riuscito a identificarne l’origine. Un paio di sospettosi battelli hanno solcato il fiume a mancina, prima che giungessimo a questo casello bruciato, parzialmente distrutto e abbandonato: fermandoci qui abbiamo perso un’ora di luce, ma i miei compagni hanno insistito per avere un tetto sulla testa e delle mura attorno (dicono che la zona sia davvero perigliosa).
Sono molto stanco, ma farò il primo turno di guardia.

L’umano “stralunato” si chiama Waldamar e stasera ha creato una fiamma nel palmo della propria mano, per magia. Non so se fidarmi o meno di lui, ma per ora non sembra malvagio (ma anche un traditore non sembra tale fino a che non palesa il voltafaccia). Ho intenzione di tenerlo d’occhio e, d’altronde, non posso fidarmi neppure dei nani. Mi chiedo se ho fatto bene a unirmi a questa bislacca compagnia, ma per ora non ho nulla di cui lamentarmi.
I nomi dei nani non mi sono chiarissimi: credo che la femmina abbia bofonchiato di chiamarsi Sigrun e il maschio Ragnar.

Mi rendo conto solo ora, nel silenzio della notte (solo in parte disturbato dal russare dei nani e dallo scoppiettio delle fiamme) di essere a centinaia di miglia dal luogo dove sono nato, e che non avevo praticamente mai lasciato fino a pochi giorni fa, se non per raggiungere Altdorf con mio padre. E che il Vecchio Mondo è assai più vasto e strano di quello che mi aspettavo. La notte è comunque tranquilla, per ora. L’aria è piacevolmente umida e fredda, ma questo non significa che io disdegni il calore del fuoco, che abbiamo acceso per tenere lontani i lupi, di cui abbiamo sentito in lontananza gli ululati (siamo all’interno, ma non ci sono porte alle soglie e le precauzioni non sono mai troppe).


Luna dei Germogli, 14
Sono gravemente ferito. Stanotte siamo usciti dal casello nel sentire un grido di dolore provenire dal bosco, pochi istanti dopo il passaggio di numerosi lupi. Ma, una volta giunti nei pressi del branco che squartava un cerbiatto (o qualche animale simile: non sono riuscito a distinguere con chiarezza la povera carcassa) i miei compagni sono stati scioccamente imprudenti: anziché indietreggiare lentamente sono fuggiti di corsa, e questo ha aizzato gli animali contro di noi. Un lupo mi ha morso violentemente il braccio sinistro, e ho dovuto ferirne un paio per riuscire a disimpegnarmi e fuggire. Il dolore è immane, terribile, ma almeno ho il braccio destro illeso: riesco a scrivere e ho potuto difendermi (altrimenti ora non sarei qui). Il fattucchiere si è offerto di curarmi, e io l’ho lasciato fare perché speravo che avrebbe alleviato almeno parzialmente la mia sofferenza, ma per ora non ho notato alcun miglioramento.
Ora è mattina e siamo pronti a partire: la fuoriuscita di sangue si è per ora arrestata, ma il dolore è lancinante. Comunque non ho alternative, quindi devo stringere i denti e sforzarmi di camminare.

Sono sfinito. E temo che lo squarcio stia facendo infezione: si riapre in continuazione, e perde sangue e umori giallastri. Durante la giornata, abbiamo incontrato solamente un carro di pellegrini umani (devoti di Sigmar) che ci hanno detto di aver sbaragliato una banda di fuorilegge che si trovava sulla nostra strada (in effetti, alcuni uomini erano feriti). Non se questo sia un buon segno oppure no (per quello che ne so, potrebbero comunque averci mentito su tutto, anche se non mi è sembrato). Questo proliferare di banditi avrà qualcosa a che fare con le numerose voci che parlano di un grande pericolo che minaccia le regioni settentrionali dell’Impero umano? Credo di no, ma mi rendo conto che devo approfondire le mie conoscenze sull’Impero, e che la teoria è come sempre assai diversa dalla pratica.
La strada ha ormai lasciato il fiume, dirigendosi più decisamente a nord. Manca poco al tramonto: questa è l’ultima pausa prima della sosta per la notte.

Stiamo tornando indietro. Un paio d’ore prima del crepuscolo abbiamo sentito un forte gracchiare di cornacchie e siamo sopraggiunti in una radura, dove si era da poco consumato un massacro: i corpi di molti uomini e donne erano sparsi sul terreno, e gli uccelli se ne stavano cibando. Waldamar ha vomitato a lungo, mentre il nano ha scoperto una donna mortalmente ferita, ma viva: prima di spirare, la poveretta ha parlato dei “banditi travestiti da pellegrini” che avrebbero rapito una bimba umana di sette anni di nome Bianka, figlia del Barone Von Radische, che la donna e gli altri stavano scortando dal Ciambellano del Barone (Her Wilhelm Liebenitz, al villaggio di Hermstdorf).
Non potendo tollerare una simile infamia, abbiamo camminato a ritroso seguendo le tracce del carro dei “pellegrini”, fermandoci solo a notte inoltrata, un po’ per paura di perdere le loro tracce, un po’ perché siamo in marcia dall’alba (nonostante la ferita, trovo davvero irritante dover camminare all’assurda lentezza dei nani!). Comunque pensiamo di sapere dove sono diretti i rapitori, perché Sigrun ha detto di aver notato della stoffa simile a quella delle vesti da pellegrino nel casello bruciato (quello in cui abbiamo dormito ieri). Se tutto va come dovrebbe, dovremmo raggiungerlo prima di mezzogiorno di domani.

Anche oggi ho visto la morte in faccia, e ancora per colpa di un lupo, solo che questa volta era cavalcato da un goblin! Ma andiamo con ordine: eravamo giunti al casello e avevamo elaborato un piano abbastanza ingegnoso: poiché i banditi avevano visto solamente me e la nana, avevamo pensato di mandare gli altri due in “avanscoperta” come se fossero semplici viandanti. In verità i due avrebbero cercato di individuare la bambina, mentre io e la nana saremmo stati pronti al limitare del bosco per aiutarli a suon di balestre (il nano, stranamente, mi aveva prestato la sua), ma non è servito a nulla: dentro al casello si era appena consumata un’altra carneficina!
Alcuni resti umani erano sparsi per la stanza, insieme ai cadaveri di almeno una decina di goblin (tra cui il loro condottiero, con un copricapo piumato), ma della bambina non c’erano tracce. Nel casello abbiamo ritrovato anche una lettera, che riporto per intero:
“Mia cara Gretel,
è giunto il tempo che mia figlia si ricongiunga con me. Il Gran Duca mi ha assicurato di aver preso coscienza di tutto quello che ho fatto per il suo casato, ed è deciso a sostenere la mia carica. Dopo che avrai scortato la mia preziosa figlia a casa, ho intenzione a breve di nominarla mia erede di fronte alla corte provinciale. Successivamente, farò in modo di combinare per lei un fidanzamento con uno dei migliori partiti della corte.
Tuo debitore
Barone von Radische”
Non comprendo esattamente cosa significhi questa missiva, e temo che nasconda più di quello che dice, ma forse un giorno capiremo meglio il tutto.
Comunque sia, abbiamo seguito le tracce dei goblin, ritrovando anche dei piccoli pezzi di stoffa legati ad un ramo (e questo ci aveva già fatto ben sperare), fino a giungere al covo dei pelleverde: una radura su sui si apriva una grotta. Vicino all’apertura un goblin stava arrostendo un cavallo e squartando i corpi impalati dei banditi, mentre un lupo lì accanto sgranocchiava altre membra umane (la bimba era avvinta con dei legacci di cuoio vicino alla grotta).
Stavamo elaborando un piano per provare a salvare la fanciulla senza essere notati, quando Sigrun si è fatta vedere dal goblin, che ha lanciato l’allarme (d’altronde, il rumore causato dai nani era tale che c’è da stupirsi del fatto che non ci avessero scoperto prima…).
Abbiamo combattuto con il lupo e quattro goblin, e alla fine siamo riusciti a salvare la bimba. Altri pelleverde si sono più tardi gettati al nostro inseguimento, raggiungendoci prima che riuscissimo a tornare sulla strada: nonostante anche altri miei compagni fossero feriti (ma per buona sorte nessuno in modo grave) siamo riusciti a sconfiggerli, grazie anche al fatto che la mia maestosa figura mette in soggezione i goblin, che in due occasioni sono fuggiti al solo vedermi! Abbiamo poi sentito altre urla (di esseri certamente più massicci di semplici goblin) ma fortunatamente non abbiamo avuto nessun altro incontro.
Ora siamo accampati in una rada sul fiume. Il braccio mi fa ancora molto male, ma credo che l’infezione sia stata scongiurata (anche se dubito fortemente che sia stato merito delle approssimative cure di Waldamar).


Luna dei Germogli, 15
E’ mattina. Prima di partire, abbiamo discusso sul da farsi, e soprattutto su ciò che può aver fatto scaturire gli eventi di questi ultimi giorni: se è chiaro che i goblin hanno complicato le vicende ma non avevano un mandante (quindi sono entrati nelle vicende in modo casuale), lo stesso non si può dire dei banditi travestiti da pellegrini. E’ probabile che loro avessero il preciso scopo di rapire la bambina. Ma perché? E chi li ha mandati?
Forse qualcuno vuole provare a ricattare il Barone (so che gli umani sono soliti organizzare questi loschi e complicati intrighi) e l’unico nome che ci è venuto in mente è proprio quello del Ciambellano, che è sicuramente a conoscenza della piccola, visto che la bambina doveva essere consegnata a lui. Ma ovviamente sono solo supposizioni molto traballanti. Abbiamo comunque deciso di raggiungere Hermstdorf mantenendo la fanciulla in incognito, e così avremo modo di fare qualche domanda prima di consegnarla a chi di dovere: per ora, se qualcuno ci chiederà spiegazioni Bianka sarà la sorella di Waldamar, poiché entrambi sono biondi, con gli occhi azzurri e vestiti umilmente.

Ci siamo incamminati verso nord, seguendo la strada. La ferita del mio braccio non migliora, e inoltre ora non sono il solo a soffrire: anche il nano ha qualche ferita seria, e Waldamar qualche botta e profonde escoriazioni. In pratica, solo la nana è uscita pressoché indenne dallo scontro con i goblin e i lupi. In compenso, io sono l’unico ad indossare abiti puliti, mentre i miei compagni di viaggio indossano ancora quelli logori e sporchi di vario sangue (proprio, e dei nemici che hanno combattuto).
Adesso è circa mezzogiorno, e almeno il tempo è clemente, visto che brilla un sole caldo ma l’aria è fresca. Abbiamo mangiato il pessimo cibo dei banditi che abbiamo recuperato nel casello (non c’erano altre possibilità, dato che non siamo in prossimità di alcuna locanda) e ora siamo pronti per ripartire.

Siamo ripassati dal luogo del massacro dei contadini: non abbiamo potuto seppellirli tutti, ma almeno abbiamo dato una degna sepoltura alla madre della piccola. Spero che il Barone (in passato evidentemente amante della donna) apprezzerà questo semplice ma significativo gesto.

Scrivo poggiato su un vecchio tavolo di legno, rovinato e sporco di cera, nella taverna “il Cigno Incoronato”. Siamo infatti a Ossìno, un piccolo paese fortificato (con una modesta palizzata di legno, ma ben tenuta) sorto dove la strada si ricongiunge con il fiume. E’ sera, e abbiamo raggiunto il villaggio poco prima del tramonto. Il capo-villaggio si chiama Ergard Brower, e ci ha accolto abbastanza bene, a patto che non sfoderiamo le armi all’interno delle mura.
Poco fa uno sconosciuto (si è presentato con il nome di Moritz) ha chiesto della bambina, offrendoci un passaggio per domani lungo il fiume: ho sentito puzza di marcio e mi sono impuntato per rifiutare, nonostante Ragnar volesse accettare. Ho trovato strano e molto forzato che un uomo veda un elfo in compagnia di due nani (oltre a un uomo e una bimba), e chieda informazioni proprio su una semplice ragazzina che viaggia con loro!
In ogni caso, la mia prossima occupazione sarà farmi finalmente un bagno, con dell’acqua calda e pulita. E domani finalmente andrò da un vero medico (con tutto il rispetto per l’impegno del mio giovane compagno di viaggio, non credo che Waldamar sia molto abile come guaritore…).

Avevo visto giusto: stavamo dormendo nella sala comune, quando Ragnar si è fatto sorprendere durante il suo turno di guardia (non mi stupirebbe scoprire che il nano si era addormentato…) e così l’uomo di nome Moritz e due complici hanno tentato di sottrarci la bambina. Per fortuna il nano è riuscito almeno a dare l’allarme in tempo, e così ne è uscito un parapiglia nell’oscurità della stanza: Sigrun è stata stordita e ci ha fatto temere il peggio, Waldamar si è battuto con un complice del rapitore ma non è riuscito a bloccarlo, il nano ha ingaggiato uno scontro cruento con l’uomo Moritz, mentre io sono riuscito a raggiungere il rapitore della piccina, costringendolo a scegliere tra la fuga e la bimba. Infatti, conoscendo l’avidità umana, sapevo che avrebbe gettato il fagotto vivente che teneva sulle spalle, preferendo la salvezza al mio pugnale minaccioso. In mezzo ai fragorosi colpi di archibugio dell’oste (che sparava a casaccio dalla balconata dell’ingresso della taverna, per fortuna senza colpire nessuno di noi), Ragnar ha gravemente ferito Moritz al termine di un duello letale, e l’uomo - prima di cadere a terra - ha urlato di “restituirgli sua figlia” (sembrava sincero: che cosa significa tutto ciò?). Nonostante avesse la gamba veramente malridotta, Waldamar è riuscito con il mio aiuto a salvarlo, e ora (se sopravvivrà alla notte) siamo in attesa di interrogarlo.
Il dottore del paese è arrivato da poco, e sto aspettando il mio turno per essere curato (anche se in questo scontro non ho subito nuovi danni, i movimenti bruschi fanno riaprire la mia ferita al braccio, tuttora malridotto).

Luna dei Germogli, 16 - Ossino
E’ mattina. Ieri il dottore (un vero medico) mi ha curato, finalmente in modo decente (Waladamar ci mette impegno, ma nulla di più). Stamattina devo fare altre medicazioni, poi uscirò per alcune compere.

Volevo comprare un arco lungo, ma costa troppo per le mie modeste finanze (che, mi sembra di capire, sono comunque di gran lunga migliori di quelle dei miei “compagni”). Mi sono così limitato ad acquistare la camicia rovinata dal morso del lupo. Anche la nana doveva sostituire dei vestiti rovinati, e dopo numerosi tentativi (dovuti alla difficoltà di trovare una taglia adatta) è riuscita a comprare dei vestiti della sua misura, per ammissione dello stesso bottegaio sottratti ad un cadavere. Nulla di male in ciò (al morto di certo non servono più) ma rende l’idea delle possibilità economiche dei miei attuali compari (o della nota tirchieria di nani).
Dal dottore, oltre al cambio delle bende, abbiamo saputo che il prigioniero (Moritz) ha superato la notte, nonostante abbia una gamba quasi mozzata. Ma la gente dice che sarà comunque condannato a morte.
Più tardi, durante la visita del villaggio, ho assaggiato uno strano bastoncino dall’odore leggermente acre e amaro, offertomi proprio dalla nana, ma sembra che sia una “prelibatezza” solo per la loro razza, poiché è stato assaporato con approvazione solo da lei e Ragnar, mentre ha disgustato sia me, che Waldamar e la bimba.
Sono appena arrivati dei cavalieri (abbiamo sentito il rumore di almeno mezza dozzina di cavalli) e proprio in questo momento sono entrati nella locanda sei guardiastrada. Hanno fatto delle domande all’oste, che ci ha indicati, ma per ora non sta accadendo nulla. Non si sono avvicinati a noi, e sono usciti in questo istante. Aspettiamo.

Siamo stati convocati a casa del Sindaco di Ossino. Probabilmente anche i guardiastrada sono là. Usciamo subito: meglio non irritarli.

Si è trattato solo di un colloquio molto formale, in cui l’ufficiale ha preso nota di tutto, compreso i nostri nomi e le nostre dichiarazioni. In questo modo ho avuto la certezza (prima era solo un dubbio) che sia i nani che Waldamar non sanno leggere e scrivere. Quest’ultimo mi ha chiesto di insegnargli. Credo che lo farò, ma devo pensarci.
Nel pomeriggio, come previsto dalla gente della taverna, ci sarà l’impiccagione di questo Moritz. Sono leggermente dubbioso: perché avrà detto quella frase, come se fosse stato il padre della piccola? Il padre naturale parrebbe essere il Barone, e colui che l’ha allevata è morto nell’agguato dei finti pellegrini (stando alle parole della donna morente). La bambina infatti ha detto di non aver mai visto prima quest’uomo, e peraltro non gli somiglia neppure. Probabilmente è davvero solo un bandito prezzolato. Ma assoldato da chi?

L’uomo di nome Moritz è stato impiccato nella piazza principale, dopo una cerimonia convenzionale e decisamente apprezzata dalla barbara popolazione umana locale.


Luna dei Germogli, 17
Dopo le ultime medicazioni, ci siamo rimessi in viaggio. A parte l’aver incrociato un battello sul fiume (che in quel tratto costeggiava la strada) non è accaduto nulla di particolare. Il tempo è sempre rimasto soleggiato, e ora siamo alloggiati presso la locanda “la Rana Saltellante” (mi chiedo come gli umani inventino i nomi delle taverne…). Il posto è abbastanza tranquillo, discretamente fortificato, con un porticciolo sul fiume. Sono molto stanco, e la ferita al braccio non migliora. Ho pagato una stanza tutta per noi: stanotte voglio dormire tranquillo, senza dover fare dei turni di guardia.


Luna dei Germogli, 18
Siamo nuovamente su un piccolo battello. Abbastanza casualmente infatti abbiamo scoperto che quest’ultima parte di viaggio possiamo farla agevolmente sul fiume, e così ci siamo imbarcati.
Ma sono sanguinante dal braccio: visto che la ferita non migliorava, ho pensato di farmi comunque aiutare nella medicazione dall’inesperto Waldamar, che però mi ha causato dei dolori lancinanti, e lo stesso è accaduto a Ragnar. Comunque sia, ora sto grondando sangue, ma almeno dovremmo raggiungere Hermstdorf in mezza giornata o poco più.

Siamo in vista della città, abbastanza grande e tutto sommato con un aspetto non troppo indecoroso, per essere una città umana. Terremo nascosta l’identità della bambina fino a quando non ci saranno chiare almeno alcune questioni: per prima cosa, dobbiamo capire che tipi di persone sono il Barone e il suo Ciambellano, poi si vedrà…

Un imprevisto grave e inaspettato: il Barone è morto! Von Radiske ha perso la vita due settimane fa (non sappiamo ancora come), ed è stato sostituito da un nuovo nobiluomo di nome von Zudren. Questo temo che ingarbugli e complichi di parecchio gli eventi. Ora stiamo cercando di carpire delle informazioni agli abitanti di questa città, ma sono tutti abbottonati come una vecchia megera in una fredda serata invernale. Per ora non abbiamo avuto guai, ma le prospettive (viste soprattutto le spiacevoli novità) non sono delle migliori…

Abbiamo scoperto che il vecchio Barone Radiske è morto in un “incidente”, mentre era a caccia con il Granduca (ovvero colui che nella lettera gli avrebbe assicurato il suo appoggio) e il futuro successore al Baronato, tale von Zudren. La vicenda è sospetta, ma non abbiamo molte informazioni. Abbiamo però scoperto dove abita il Ciambellano (che ora però, con l’avvicendamento del barone, è stato destituito). Andremo a trovarlo, sperando di non fare una mossa azzardata.

Dopo alcuni tentativi, siamo riusciti a superare la diffidenza del maggiordomo e a parlare con il vecchio Ciambellano Wilhelm Liebenitz, e tutto si è risolto per il meglio (nei limiti delle nostre possibilità): forse il nuovo Barone è un assassino e ciononostante governerà su questa landa, ma noi non avremmo comunque potuto farci nulla, e almeno la bimba avrà un nuovo “padre” e una vita agiata. Il Ciambellano, fedele all’antico padrone defunto, ci ha accolto e ha ascoltato il nostro racconto: dato che l’uomo era a conoscenza della bimba, non ha fatto fatica a credere alle nostre parole, anche perché avevamo con noi sia il sigillo dei Radiske che la lettera del Barone. Lascerà la città domattina in segretezza, per mantenere celata la presenza di colei che rimane legittima erede del Baronato, e ha chiesto il nostro massimo riserbo sulla questione. Per conto mio, forse non ho guadagnato alcun vantaggio da questa faccenda, ma almeno (una volta che il braccio sarà definitivamente guarito) non avrò neppure pagato dei dazi che, in alcuni istanti, ho creduto che avrei dovuto versare.
Prima di congedarci, Her Liebenitz ci ha elargito una piccola ricompensa, pari a 10 corone imperiali cadauno. Ammetto che la cosa mi ha fatto piacere, anche perché le mie finanze iniziavano ad assottigliarsi, e inoltre adesso potrò probabilmente permettermi l’acquisto di un arco lungo, che desidero da molto tempo. Sto pensando anche di farmi pagare un prezzo simbolico per le mie lezioni a Waldamar, ma per ora abbiamo solamente abbozzato qualche timido insegnamento, e ci penserò quando inizieremo a fare sul serio (se mai accadrà, visto che le nostre strade potrebbero presto dividersi).


Luna dei Germogli, 19 - Hermstdorf
Ho comprato un magnifico e flessuoso arco lungo, di cui sono molto orgoglioso. Sono rimasto con pochissimo denaro, ma in questa parte di mondo (distante da Lantanos, governato dalla “giustizia” umana e profondamente incivile) credo che l’arma si rivelerà un prezioso e utile acquisto (anche perché la mia perizia nell’usarlo dovrebbe risultare temibile e letale, per i miei futuri avversari).
Da domani sarà il caso di tornare con la mente alla mia missione. Credo che proseguirò verso nord: piuttosto che ricercare nuove rotte commerciali, preferisco concentrarmi sulla comprensione dei problemi relativi ai disordini della parte settentrionale dell’Impero. Ma, per prima cosa, devo curarmi il braccio (anche se inizio, finalmente, a stare un po’ meglio).


Luna dei Germogli, 20 – A nord di Hermstdof
Alla fine, abbiamo deciso di muoverci compatti verso nord, a piedi. Ho chiesto ai miei compagni il motivo che li spinge così lontani da casa, e soprattutto perché proprio a nord, verso una zona che (se le voci che ci sono giunte sono vere) pare essere decisamente burrascosa in questo periodo: Sigrun mi ha risposto di essere una mercenaria (di conseguenza vive di battaglie), mentre Ragnar credo voglia combattere il caos, quindi entrambi i nani hanno dei motivi evidenti e comprensibili. Per Waldamar il discorso è diverso: credo sia un mago o un fattucchiere (o comunque qualcosa di simile, che manipola le forza arcane) e la gente come lui non è ben vista dagli altri uomini dell’Impero: probabilmente è in fuga (forse braccato da qualche cacciatore di taglie) o semplicemente potrà esercitare la sua “professione” senza troppi patemi proprio dove le regole sono meno ferree, quindi lontano dal cuore dell’Impero (meglio ancora se in una zona selvaggia o ormai fuori dal controllo dell’esercito imperiale).

E’ sera, è sono molto stanco. Ma almeno la ferita al braccio pare davvero sulla via della guarigione (forse perché, prima di partire, non mi sono più fatto curare da Waldamar, ma solo da veri dottori, sebbene umani).


Luna dei Germogli, 21
A parte una breve pioggia ieri sera, il tempo è tiepido e asciutto. Camminiamo molto, nessun intoppo.


Luna dei Germogli, 23
Alloggiamo quasi sempre in taverna, ma in mancanza di un tetto ci accontentiamo di alberi o di qualche radura riparata, vicino alla strada. Ma il viaggio mi costa troppo e, come direbbero gli umani, tra poco sarò “agli ottoni”, dato che oggi ho pagato con la mia ultima corona d’oro: mi ritrovo in tasca solamente scellini d’argento e penny d’ottone, e non dureranno ancora per molto... Devo trovare una fonte di sostentamento, ma il viaggio sarà ancora lungo fino alla prossima città (che dovrebbe essere Talabheim). Waldamar mi chiede spesso di insegnargli a leggere e scrivere, e per me si tratta di un inusuale passatempo, anche se alla sera sono davvero stanco, e la mancanza di luce non aiuta il suo apprendimento. In cambio delle mie lezioni potrei fargli pagare almeno qualche scellino a settimana (in fin dei conti, un prezzo di favore), però neppure lui mi pare molto ben messo dal punto di vista monetario (anche se le sue dieci corono le ha avute, e non credo le abbia spese – come invece ho fatto io – per garantire a tutti un viaggio più sicuro...).


Luna dei Germogli, 24
Il viaggio prosegue, il tempo si mantiene sostanzialmente buono, ma le voci (dei viandanti lungo la strada o nelle taverne) si stanno facendo se possibile ancora più cupe e minacciose: pare proprio che nella regione in cui stiamo per entrare (che gli uomini chiamano Middenland) siano in corso feroci scontri con alcune creature del caos, come uomini-bestia, mutanti, uomini-ratto e altri abomini. Non sono più così sicuro che proseguire verso settentrione sia la strada giusta per me, ma tornare indietro (da solo) temo sarebbe persino più pericoloso, e comunque perderei la faccia innanzi ai nani (non che questo sia importante, dato che la loro razza non ci riserva comunque il giusto rispetto che meriteremmo). In ogni caso sono curioso di vedere se queste dicerie corrispondono alla realtà, dato che non so quanto ci si possa fidare delle ciarle degli umani.


Luna dei Germogli, 25
Continuo a insegnare a Waldamar a leggere e a scrivere. Abbiamo pattuito un compenso estremamente modesto, ma che mi aiuterà a gestire al meglio il poco denaro che mi rimane. Le lezioni proseguono lente, ma devo ammettere che, per essere un umano (per di più assolutamente a digiuno di qualsiasi erudizione e nozione culturale) apprende abbastanza velocemente. Ma mi inquieta il suo modo di parlare della magia, con noncuranza e imprudente leggerezza: da quel poco che so, potrebbe capire troppo tardi che i venti della magia sono fuggenti e capricciosi, e che il potere ha un prezzo da pagare (spero di non essergli vicino quando tutto ciò succederà).


Luna dei Germogli, 27
Sempre più spesso incrociamo truppe imperiali: carne fresca che da meridione ci sorpassa e prosegue rapida a cavallo, e feriti doloranti che incrociamo mentre si allontanano lentamente dalla mischia, a piedi o sui carri. Anche i profughi sono in aumento e, come sempre in questi casi, sono soprattutto donne, vecchi e bambini, ovviamente miserabili e disperati, ma silenziosi. Le dicerie sulla guerra, quindi, sono evidentemente vere. E peggiorano man a mano che proseguiamo: qualcuno dice che tutta la zona a nord di Middenheim sia stata messa e ferro e fuoco dalle orde del caos, e che gli eserciti immondi che scendono dalle desolazioni settentrionali convergano ora proprio su Middenheim, per assediarla. Dicono che persino l’Imperatore abbia lasciato Altdorf, per recarsi con le proprie guardie personali (la famigerata Reiksguard) a combattere questa nuova, imponente invasione.


Luna dei Germogli, 28 - Untergart
Siamo appena arrivati a Untergart, un paese cresciuto attorno ad un grande ponte sul fiume: la cittadina sembra in subbuglio, probabilmente a causa del numero incredibilmente elevato di soldati imperiali, che sembrano essere quasi ovunque! Waldamar sta parlando con un villico, per farsi spiegare il motivo di questo massiccio spiegamento di forze in una cittadina tanto piccola…

Maledizione! Untergart (e noi con lei!) è stata assalita da un possente esercito di mutanti e altre turpi creature, che abbiamo scacciato con molta fatica. Anche io con i miei compagni ho fatto la mia piccola parte, per fortuna senza subire ferite, ma forse non è ancora finita: ormai è il tramonto e il nemico si è temporaneamente ritirato, ma l’impressione è che gli scontri riprenderanno presto. Che gli Dei ce la mandino buona…


Luna dei Germogli, 30
I combattimenti proseguono senza sosta, ma per ora le difese del ponte reggono e gli orrendi mutanti sono stati sempre respinti. Ma se dovessero cedere, per noi sarebbe la fine…


Luna di Splendore, 2
Non ho avuto tempo di scrivere quasi nulla, in questi tre ultimi giorni, dato che il combattimento si è protratto fino ad ora, e non sembra destinato a concludersi presto: gli assalitori sono centinaia, ma per fortuna i difensori di Untergart (quasi tutti uomini, oltre ad alcuni nani) sono fieri e tengono il ponte al centro del villaggio con grande coraggio.
Ho subito qualche ferita di poco conto, ma ho lasciato sul terreno almeno 5 mutanti e un paio di uomini-bestia, per non parlare dei numerosi feriti, uccisi poi dai miei compagni e da altri combattenti. Ma ho quasi esaurito le frecce, e questa cosa mi preoccupa molto, perché al centro della mischia è più facile cadere sotto un colpo sfortunato, e io non possiedo la maestria dei soldati veterani. Neppure i miei compagni sembrano essere esperti guerrieri, ma persino Waldamar se la sta cavando (ammetto che non avrei dato un penny per la sua vita, e ora non vorrei fare l’uccello del malaugurio, visto che i combattimenti sono ancora in corso…).


Luna, di Splendore, 3
Ho finito le frecce. E’ notte, ma gli scontri continuano, mentre riposo dopo l’ennesimo giorno di sangue e morte. Anche oggi mi sono fatto onore, ma comincio ad essere stanco e le ferite (seppur leggere) si fanno sentire. E il pensiero di domani mi spaventa: non sono sereno, come se un’ombra scura si allungasse facendo tardare l’alba, ma cercherò di farmi valere, come ho fatto finora. Anche perché, dato che sono l’unico elfo in questa battaglia contro l’oscurità, devo tenere alto l’onore della mia nobile razza, sottovalutata sia dagli umani che dai nani.


Luna, di Splendore, 4
Ho preso una brutta ferita alla gamba, ma per fortuna sono riuscito a sopravvivere allo scontro, e comunque non pare nulla di gravissimo (almeno, questo è quanto ha detto Nonna Moescher, una donna anziana e gentile che in questi giorni si prende cura dei feriti), anche se ovviamente si tratta di un taglio profondo e molto doloroso, inflittomi da un uomo-bestia particolarmente violento e combattivo. Per oggi ho finito di lottare, domani si vedrà. Ne sto approfittando per riposare, anche se non è facile, dato che il fragore della battaglia (e le urla di quei mostruosi abomini, nonché dei nostri feriti) è davvero inquietante e spiacevole. Ma, nonostante tutto, ho fiducia nel futuro.

Sono salito al primo piano di una casa per osservare lo scontro: si tratta di una visione veramente terrificante, come se una marea urlante di devastazione e rovina cercasse di oltrepassare un ostacolo (il ponte, difeso dall’esercito imperiale e dai cittadini di Untergart), per fortuna senza riuscirvi, per ora. Mi ha ricordato i poemi eroici di Galtanil che leggevo quando ero ancora un ragazzo, in particolare l'episodio della caduta di Minerath (e spero che questo non sia di cattivo auspicio).
Un ulteriore aspetto inquietante di questa battaglia è che l’orda è arrivata da sud, e non da nord (come invece sarebbe stato logico aspettarsi). Probabilmente ha aggirato le difese di Middenheim e ha proseguito segretamente all’interno della foresta. Questa prospettiva getta una luce inquietante sulla attuali difese dell’Impero, e del pericolo che incombe su tutte le comunità di questa parte di mondo, comprese quelle elfiche.


Luna, di Splendore, 5
Sono tornato nella mischia, ma solamente per poche ore, data la mia condizione ancora debole e lievemente zoppicante. Accanto a me, devo ammettere che la nana si è data da fare in modo instancabile per tutta questa settimana di combattimento. Ragnar invece è reduce da una brutta ferita alla tempia, e credo non riesca a combattere come vorrebbe, mentre Waldamar fa quello che può, con grande ardimento. Entrambi gli schieramenti hanno subito gravi perdite, eppure sia gli assalitori che i difensori sembrano disporre di numerose riserve, dato che il combattimento non accenna a placarsi.
Ho recuperato qualche freccia, e altre ne ho costruite con quello che sono riuscito a trovare: anche se dimensioni e peso dei proietti non sono perfettamente appropriati, domani la battaglia sentirà nuovamente il sibilo del mio arco.


Luna, di Splendore, 6
Almeno altri tre nemici sono crollati sotto i miei colpi, ma la fermezza dei difensori umani sembra vacillare per il prolungarsi dello scontro. Metà del paese è stato messo a ferro e fuoco dall’orda del caos, ma almeno buona parte della popolazione pare essere sopravvissuta, fino a questo momento (anche se oramai il cibo disponibile è davvero poco). Da ieri in città circola un nome inquietante, che pare sia quello del guerriero del caos che comanda l’esercito che ha invaso l’Impero: Arkhaon (o qualcosa di simile). Anzi, per l’esattezza si dice che sia il comandante supremo dei cinque eserciti scesi dalla Desolazione Settentrionale del Caos. Ho la netta impressione che sentiremo parlare ancora di questa oscura creatura…


Luna, di Splendore, 7
Vittoria!!! (se di vittoria si può davvero parlare, dopo nove giorni di scontri, rovina e morte…)
 La battaglia non è finita, ma si è spostata lungo il fiume, lasciando finalmente Undergart in pace. Ma in quale stato! La città ne è uscita devastata (per metà letteralmente rasa al suolo, e non oso pensare agli altri villaggi qui vicino): dei circa 200 abitanti ne sono sopravvissuti meno di 80, e di questi molti sono feriti (a cui si sono aggiunti i soldati imperiali che non sono in grado di combattere). Se venissimo attaccati ora, non sarebbero più di venti coloro che sarebbero in grado di imbracciare un’arma e difendersi. Infatti, il resto dell’esercito sta tallonando l’orda nemica, che si è ritirata risalendo il corso del fiume. Siamo quasi senza cibo, poiché l’esercito ha dovuto portare con sè delle scorte di vettovagliamenti. Non so come faranno i cittadini di Untergart, ma d’altronde non è a me che devono guardare per migliorare la loro condizione. A breve io e i miei compagni ripartiremo verso nord, dove non so davvero cosa aspettarmi: se queste sono le premesse, la situazione potrebbe essere davvero tragica.

E’ sera. Voci insistenti (e non so quanto affidabili) ripetono che la battaglia si è spostata a nord, e che lo scontro decisivo si terrà a Middenheim (il più grande centro umano della zona settentrionale dell’Impero).
L’unico aspetto positivo di tutta questa distruzione, in questo momento, è che la legna per i fuochi è a portata di mano: è sufficiente attraversare il ponte e raccogliere i resti delle case distrutte...


Luna, di Splendore, 8
Una mattina fredda e tranquilla, caratterizzata da una insolita (per questa stagione) foschia bassa, che ha stazionato a lungo sui campi, prima che il sole la scacciasse definitivamente. E’ appena arrivato un carro dal nord e pare che, per una volta, porti buone notizie. Ci avviciniamo a Gerard Schiller (colui che ha comandato le truppe cittadine, quindi unimamente considerato una sorta di capo-villaggio dai pochi sopravvissuti di Untergart) per sentire le novità direttamente dalla sua voce.

Trambusto. Mentre Gerard Schiller ci spiegava che (per rinfrancare e sostenere i superstiti di Untergart) il graf Boris Toadbringer aveva fatto avere alla cittadina un carro di vino e vettovaglie, un colpo di archibugio ha fatto scoppiare la bottiglia che teneva nella mano! Io e Waldamar, che eravamo leggermente discostati dalla piccola folla accorsa per apprendere le novità dal capo-villaggio, siamo subito corsi verso il fumo dell’arma da fuoco (che abbiamo visto levarsi dall’altra parte del fiume), ma siamo stati intercettati da quattro esseri mutanti, proprio sul ponte, quasi a voler ricreare una sorta di parodia (comunque mortale) della precedente battaglia. Ma questa volta, la mia presenza ha potuto dare allo scontro un esito ben definito e quasi immediato: dopo averne uccisi un paio, sono riuscito a raggiungere il luogo da cui l’assalitore ha sparato a Schiller (l'edificio diroccato era carico dell’odore inconfondibile della polvere da sparo), subito raggiunto da Waldamar, ma ormai il tiratore si era dileguato nella foresta, e non ci è stato possibile seguirlo.

Ci sono giunte delle pessime notizie: un boscaiolo in precedenza disperso (di nome Hans Baumer) è arrivato in paese dicendo che un’armata di almeno 200 uomini-bestia sta convergendo su Untergart. A tutti noi piacerebbe difendere fieramente il villaggio dall’orda nemica, ma la differenza tra i due schieramenti sarebbe troppo sbilanciata anche solo per poterci provare: dopo aver vinto una battaglia lunga nove giorni, ora dovremo lasciare il paese di Untergart alla mercé del nemico, e fuggire verso nord (ovvero in direzione dell’esercito imperiale più vicino) per aver salve le nostre vite. Il paese è in agitazione, forse persino più che nei giorni passati, perché stavolta la sensazione di impotenza è opprimente e sconsolante. Mi chiamano: ora aiuterò i cittadini di Untergart (i pochi sopravvissuti e rimasti) a scegliere le poche cose da non abbandonare, e poi lasceremo la cittadina, probabilmente per sempre. Riesco solo ad immaginare lo sconforto di queste persone, ma almeno (se tutto andrà per il meglio) avranno salva la vita, e potranno ricostruire le proprie case in un altro luogo, forse più sicuro e sereno di questo.


Luna di Splendore, 9 - a nord di Untergart
Ci siamo mestamente lasciati Untergart alle spalle, viaggiando verso nord insieme a questo rozzo ammasso di umani disperati, che viaggiano su carri, muli, e semplici carriole: una visione malandata e misera, probabilmente con un altrettanto umile e sciagurato destino. Si tratta infatti di una carovana composta quasi esclusivamente da donne, vecchi e bambini, oltre a qualche ferito e a ben pochi adulti in grado (eventualmente) di combattere. I pochi che si distinguono, in questo viaggio della disperazione, sono:
- Gerard Schiller, un guerriero veterano che è stato nominato il comandante della carovana, così come prima era considerato il capo-villaggio. Pare una persona competente e onesta;
- Padre Dietrich, il cappellano del villaggio, la cui fede in Sigmar tiene alto il morale di molti umani (altrimenti basso e inspiegabilmente facile da abbattere);
- Nonna Moescher: cura i feriti e si occupa degli orfani, e nonostante il suo corpo sembri debole la sua mente è dura come la corteccia di una quercia;
- Hans Baumer, il boscaiolo irreperibile durante la battaglia, che sembra godere della fiducia di molti (ma non ha la mia: non mi piace quell’uomo, e ho intenzione di tenerlo d’occhio…).

Sia prima della partenza che durante il tragitto, io e i nani abbiamo pensato di lasciare alle nostre spalle alcune trappole, ma se davvero gli uomini-bestia ci inseguiranno (ma esisterà davvero questo “esercito”, citato da Baumer? devo indagare…), la loro selvaggia irruenza non sarà certo rallentata da alcune semplici trappole. Inoltre il cibo non è molto, e così io e Waldamar abbiamo deciso che è meglio provare a cacciare (peraltro con scarsi risultati).

E’ notte. Il bosco pare quieto, la notte è calda e serena. Alcuni uomini sono di guardia. Nessuna traccia del caos, se non fosse per i feriti che, di tanto in tanto, si lamentano sul carro. Mi alzo: andrò dalle guardie, poiché la vista cuta di un elfo può sempre fare comodo, specialmente di notte.


Luna di Splendore, 10 – a nord di Grimminaghen
Siamo passati dalla piccola cittadina di Grimminaghen, che (per motivi che non riesco a comprendere) è da sempre in aperta ostilità con Untergart. Questa situazione (due paesi vicini che si odiano) è tipica dell’Impero, e temo sia propria della natura umana, dato che gli uomini sono l’unica razza a non sviluppare una spontanea intesa con coloro (della stessa razza) che abitano vicino a sé!
I cocciuti cittadini in esilio di Untergart non volevano neppure avvertire il nobile locale dell’imminente arrivo di un’orda di uomini-bestia, e abbiamo dovuto pensarci noi (io, Waldamar e i due nani). Comunque sia, ora sono avvertiti, anche se temo che vogliano restare per affrontarli, o forse sperare che il castello del signorotto possa resistere e quindi proteggerli da morte certa. Glielo auguro, ma sono pessimista…

Grazie all’imprudenza di Nonna Moescher, oggi ho conosciuto alcuni esponenti del Fraterno Legame. La guaritrice infatti era misteriosamente scomparsa dal campo, lasciando incustoditi gli orfani di cui si prende cura. Io, Waldamar e i nani siamo andati a cercarla nella foresta e, seguendone le tracce, siamo riusciti a trovarla appena in tempo, poiché era sotto il tiro di alcuni membri elfi, insospettiti dalla presenza della donna in questo luogo selvaggio. Grazie alla mia presenza e alla mia prontezza di spirito, la cosa si è risolta subito per il meglio, e così ho potuto avvisare i miei fratelli dell’arrivo dell’orda di uomini-bestia. Loro (io ne ho visti solo quattro , ma mi hanno detto di essere una ventina) non potranno certo affrontarli in campo aperto, ma mi hanno detto che proveranno a dare loro qualche fastidio con alcune imboscate improvvise, e forse questo basterà, se non a scoraggiarli, almeno a rallentarli.


Luna di Splendore, 11
La guida in avanscoperta ci ha riportato che più avanti ci sono i resti di un recente massacro, opera probabilmente di qualche tribù di mutanti o uomini-bestia. La carovana si fermerà il minimo indispensabile, in pratica giusto il tempo per spostare i cadaveri (in modo che i bambini possano evitare di vederli, e quindi avere maggiori possibilità di crescere sani di mente… ovviamente se riusciremo a sopravvivere a questa fuga!). Io e Sigrun ci uniremo a coloro che faranno “pulizia”, mentre Waldamar e Ragnar rimarranno indietro con il gruppo, in modo da difenderlo se venisse attaccato.

Faccenda strana e triste. Padre Dietrich (il cappellano) è morto cadendo in una buca scavata dai goblin (gli autori del massacro, probabilmente di un paio di giorni fa), ma prima di emettere l’ultimo respiro il chierico ha consegnato a Sigrun uno strano cofanetto, dicendo che contiene una reliquia di Sigmar e facendole promettere di portarla al tempio di Sigmar di Middenheim… Sono perplesso. E molto preoccupato, soprattutto per la presenza dei pelleverde innanzi a noi, e degli uomini-bestia alle nostre spalle: la speranza che questo viaggio possa concludersi senza un ulteriore bagno di sangue diventa sempre più flebile. E dubito che la reliquia di Sigmar possa veramente aiutarci in questo…
I cadaveri che abbiamo rapidamente tumulato appartenevano ad una carrozza di umani, probabilmente di una cittadina chiamata Delberz.


Luna di Splendore, 12
Dei rumori sospetti ci giungono dal bosco, mentre proseguiamo lentamente verso nord. La nana ha passato buona parte del suo tempo esaminando la presunta reliquia, in apparenza senza ottenere alcun risultato (non ho proprio idea di quello che cercasse di ottenere).
Nel primo pomeriggio abbiamo attraversato Immelswald, un piccolo villaggio su cui è passata la cosiddetta “Tempesta del Caos”, e di cui rimanevano solo rovine fumanti e ben pochi sopravvissuti, che si sono uniti alla nostra carovana di disperati (con scarsissimo entusiasmo di Schiller, che – con la tipica visione umana distorta e limitata – li vede unicamente come bocche in più da sfamare).

Nonna Moescher è nuovamente scomparsa, ma questa volta la situazione sembra complicarsi in maniera più che imprevista: pare infatti che (proprio ora!) abbia deciso di vendicarsi dei torti subiti alcuni decenni fa dal suo villaggio natale e in particolare dalla sua famiglia, e che abbia deciso di “fare giustizia” sui discendenti del signorotto di Grimminhagen (evidentemente ritenuti colpevoli di qualche atto infame). Siamo appena stati incaricati (decisamente controvoglia) di provare a raggiungerla per farla ragionare.

La “spedizione” di recupero di Nonna Moescher non è andata bene. D’altronde, non credo ci fosse alcuna possibilità per tornare con l’anziana donna (non viva, almeno). Quando l’abbiamo raggiunta (guidati dal boscaiolo Hans Baumer) la vecchia fattucchiera stava eseguendo uno strano rito intorno ad un grande falò, e siamo stati attaccati dal alcuni lupi, che assistevano muti alla misteriosa cerimonia. Per nostra fortuna, Hans è riuscito ad attirare su di sé e quindi ad allontanare almeno tre lupi. Così, mentre noi ne tenevamo impegnati almeno altrettanti, Ragnar è riuscito a liberarsi del suo e ad affrontare la nonna, appena prima che riuscisse a completare il rito. Nella fragorosa ondata di venti magici che è esplosa al momento dell’interruzione del rito, la donna è morta e il nano è stato sbalzato contro il tronco di un albero, per fortuna senza gravi conseguenze. Dal grimorio che abbiamo trovato addosso alla megera, pare chiaro che fosse una strega, dedita alle potenze oscure (o almeno, così ha detto Schiller nel vedere il libro, e pareva uno che non parla a vanvera).
In ogni caso, da oggi i bambini dovranno fare a meno della loro nonna protettrice…


Luna di Splendore, 13
Dalla sommità di un colle, abbiamo intravisto Middenheim: malconcia, fumante per alcuni roghi non ancora sopiti, ma libera dalle orde del caos. Ma ci vorranno almeno ancora due o tre giorni per raggiungerla.
E’ sera: abbiamo trovato una locanda decente, ma la compagnia lascia molto a desiderare. Pare però che due uomini vogliano unirsi a noi, dato che anche loro sono in viaggio verso Middenheim: si tratta di un rozzo bracconiere (nulla a che vedere con i nobili cacciatori elfici) e di un miliziano dall’accento straniero (forse Tileano o Estaliano), armato di archibugio. Speriamo bene…


Luna di Splendore, 14
Sul ciglio della strada abbiamo incontrato un umano morente, assalito dagli uomini-bestia. Prima di esalare l’ultimo respiro, ci ha pregati di avvertire la sua famiglia della sua triste fine. Ma questo allungherebbe il nostro cammino, e non giungeremmo a Middenheim prima di una settimana. Purtroppo sia gli umani che i nani sono attirati da una probabile ricompensa (il tizio morto pareva provenire da una famiglia facoltosa), quindi sembrano inclini a voler esaudire le ultime parole del defunto. Nulla di male in ciò, ma io non ho intenzione di tardare in mio ingresso in Middenheim…

Giunti al bivio, ci siamo divisi: i tre uomini e i nani hanno proseguito in direzione est verso Schloss Vonreuter, la casa del giovane nobile morto stamattina, mentre io proseguirò verso la città a nord, dove siamo rimasti in parola di ritrovarci, tra qualche giorno (in questo modo l’ultimo desiderio dell’uomo sarà soddisfatto, e io non rallenterò il mio incarico).

[a questo punto ho iniziato a masterizzare io, e così le avventure dell’elfo si sono interrotte…  ;-) ]

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